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Un bando per progetti audiovisivi cross-platform internazionali; un’inedita coproduzione italo-irachena che è il primo risultato della partecipazione della Regione Lazio al network Capital Regions for Cinema; tre borse di studio per giovani di talento.
Sono questi i progetti per la promozione del settore cinematografico nel Lazio presentati oggi a Berlino dalla Regione Lazio, da Roma e Lazio Film Commission, al suo debutto internazionale, e dalla Filas.
La produttrice Fabrizia Falzetti della casa di produzione Far Out Film, ha presentato il lungometraggio ‘I Fiori di Kirkuk’: si tratta di una coproduzione Italia–Francia–Iraq, ed è il primo risultato audiovisivo degli incontri organizzati dalla Regione Lazio all’interno del network CRC Capital Regions for Cinema, che riunisce le Film Commission delle quattro Regioni Capitali di Roma e Lazio, Paris-Ile de France, Comunidad de Madrid e Berlin-Brandeburg. Il network CRC ha dato vita a Berlino alla decima edizione dei CRC Co-production Meetings a cui ha partecipato anche una delegazione di produttori USA, grazie alla collaborazione di CRC con la Film Commission dello stato di New York. Il film ‘I Fiori di Kirkuk’, prima coproduzione tra Italia e Iraq, frutto di una collaborazione tra Regione Lazio e Ile de France, seconda opera del regista curdo, Fariborz Kamkari - che dal 2000 ha scelto di vivere e lavorare a Roma - racconterà il coraggio, la passione e l’eroismo di una giovane donna irachena durante gli anni più bui del regime di Saddam Hussein.
Alla 58a Berlinale inoltre, l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio Giulia Rodano ha presentato ai produttori esteri ''Million Euro Challenge'', bando di Concorso internazionale, di prossima pubblicazione, finalizzato alla produzione di contenuti audiovisivi cross-platform. Lo scopo dell'iniziativa, aperta a tutte le case di produzione italiane, europee ed extra europee è promuovere in chiave culturale e turistica i poli di eccellenza del Lazio. La Regione destinerà un finanziamento complessivo alla produzione di un milione di euro, 70 % a fondo perduto e il restante 30 % in capitale di rischio. Cinque le categorie previste: fiction (feature length film or TV), serial, documentario (feature length o serie), docu-fiction (feature length) e animazione.
"Anche quest’anno”, commenta il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, “la rassegna berlinese è per noi un'occasione preziosa per presentare progetti, accordi internazionali, ma anche i frutti concreti dell’intenso lavoro che ci vede al fianco dell'industria audiovisiva della nostra regione. E' un settore sul quale stiamo puntando molto, certi delle ricadute di sviluppo per il comparto cinematografico e televisivo, e in generale per la promozione del nostro territorio. I prodotti dell’audiovisivo sono straordinari strumenti d’incontro tra economie e culture. Proprio in questo settore, il Lazio può contare su una grande tradizione e sull’intraprendenza di migliaia di lavoratori. A noi, come istituzione, il compito di costruire il contesto migliore per far emergere e crescere ancora questo grande patrimonio di conoscenze e professionalità”.
“Siamo molto contenti del fatto che proprio qui a Berlino sia stato presentato ‘I fiori di Kirkuk’”, dichiara l’assessore Rodano. “Infatti, contestualmente al debutto internazionale di Roma e Lazio Film Commission, la Regione Lazio conferma la propria crescita nel settore del cinema e dell’audiovisivo, mostrando la produzione della decima opera finanziata in poco più di un anno e mezzo di operatività in questo settore. Si tratta, inoltre, di un film che nasce dagli incontri di co-produzione del network CRC, di cui la Regione Lazio ha fatto parte sin dalla nascita con grande convinzione. Infine, confermiamo la nostra volontà di sostenere la creatività quale motore di sviluppo del territorio: promuoviamo la formazione, con tre borse di studio per i nostri talenti; incentiviamo la coproduzione audiovisiva nella nostra regione, invitando i produttori esteri che investono nelle cross-platforms a partecipare al bando di Million Euro Challenge, che potrà essere un’opportunità importante sia per l’audiovisivo del Lazio che per la valorizzazione delle nostre province”.
Per Stefano Turi, direttore generale di Filas: “Ad oggi l’azione della Regione Lazio attraverso Filas, ha portato all’impegno di un totale di oltre tre milioni di euro, con un investimento in grado di creare plusvalenze e ritorni che ci permetteranno di sostenere in futuro altre importanti iniziative.
I Fiori di Kirkuk rappresenta la prima coproduzione internazionale cofinanziata, che va ad affiancare i nove precedenti interventi in prestigiosi film italiani.”
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La Filas, oltre che con la sua attività di stimolo alle coproduzioni cinematografiche e audiovisive e con la promozione dei nuovi strumenti finanziari regionali nel settore, è stata presente al Festival di Berlino anche nell'ambito del Global Film Finance dove, giovedì 7 febbraio, ha partecipato al panel dal titolo "Iniziative ambiziose e di successo in Italia, Norvegia, Spagna e Regno Unito", su invito della società di consulenza specializzata in finanziamenti internazionali per l'audiovisivo Peacefulfish. Il panel, oltre alla Filas, ha visto come membri Film Camp, Norvegia, ICIC, Spagna, Screen South e UK, ed è stato moderato dal CEO di Peacefulfish.
Durante il panel, al quale hanno partecipato circa ottanta persone provenienti da tutta Europa e dal Nord America, sono state discusse le diverse varietà di incentivi messi a disposizione dalle regioni, gli aspetti di competitività tra di esse e i benefici delle co-produzioni internazionali. In questo contesto, la Filas ha presentato il suo fondo per l'audiovisivo, attraverso un sunto dei risultati del suo primo anno di attività. La Filas ha inoltre spiegato come intende coniugare l'avere come beneficiari diretti le società di produzione locali con l'aspirazione ad una apertura internazionale per le produzione. Infatti, attraverso una fitta rete di accordi inter-regionali in Europa e internazionali, la Regione Lazio, di cui la Filas è il braccio finanziario, si propone non solo di attirare produzioni estere sul proprio territorio, ma di trasformarle in co-produzioni che vedano la partecipazione di imprese locali, non solo come fornitrici di servizi, ma anche come veri e propri partner.
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