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Si è chiusa la quinta edizione del Festival delle scienze di Roma

La strada l'avevano già spianata Galileo e il suo tempo, ma oggi più che mai l'intreccio tra scienza e tecnologia è talmente stretto da rendere impossibile parlare dell'una senza l'altra. Di questo e molto altro ha parlato la quinta edizione del Festival delle Scienze intitolata “Tra possibile e immaginario - magie tecnologiche e ricerche scientifiche”. La kermesse, che ha ottenuto un grande successo di pubblico si è chiusa domenica 17 gennaio ed è stata prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Codice-Idee per la Cultura e Telecom Italia e promosso dalla Filas con un percorso tra ricerca scientifica e tecnologia, tra scoperta e invenzione, tra creatività e innovazione, condotto attraverso un mix di lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè scientifici, eventi per le scuole, mostre, spettacoli e musica.

Si è parlato di esplorazione spaziale con il faccia a faccia tra il ricercatore della Nasa David Wolpert e la scienziata astronomica Carolyn Porco, attualmente impegnata nella gestione della missione Cassini su Saturno e di stelle ed è stato addirittura un radiotelescopio a venir piegato a scopi musicali nel Concerto per Astrofisico e Radioscopio, con Margherita Hack.

Ampio spazio è stato dedicato a web, computer e intelligenza artificiale. La lotta contro il “digital divide”, il divario che separa le aree del pianeta più tecnologicamente avanzate da quelle a basso livello di alfabetizzazione digitale, è stata al centro del dialogo tra Robert Cailliau, l'informatico belga che vent'anni fa collaborò al Cern con Tim Berners-Lee alla nascita del World Wide Web, e il saggista ed esperto di psicobiologia Alberto Oliverio.

Il futuro di Internet e le conseguenze socio-economiche della sua diffusione è stato indagato in una conferenza con Nicholas Negroponte, figura centrale per lo studio delle nuove tecnologie, fondatore della rivista “Wired”, e tra i fondatori dell’influente MediaLab presso il Massachusetts Institute of Technology, dove insegna tuttora; Riccardo Luna, direttore di "Wired Italia", il blogger e giornalista Luca Sofri, Franco Bernabè, AD di Telecom Italia, Stefano Maruzzi, Country manager di Google e Paolo Ferri, docente presso l’università Milano Bicocca. Particolare interesse ha destato la discussione intorno alla possibile candidatura di internet al prossimo premio Nobel per la pace, e la presentazione del progetto “One laptop per child” di cui si occupa personalmente lo stesso Negroponte.

Identità reali, comunità virtuali e rapporti tra mondo fisico e paesaggio digitale sono stati invece il tema di Identità e tecnologia: il caso di Second-Life, lectio magistralis condotta dal filosofo ed esperto di mondi digitali Peter Ludlow e dall' architetto e ingegnere Carlo Ratti, del SENSEable City Laboratory al Massachusetts Institute of Technology.

Sulla cyberetica, l’etica del cyberspazio, sono intervenuti Giuseppe Longo, esperto di cibernetica, Terry Bynum e James H. Moor, due studiosi americani che da tempo si occupano di tematiche relative all’etica applicata al mondo della tecnologia e dei computer.

Dal mondo virtuale all’avveniristico panorama dell’automazione e dell’intelligenza artificiale il passo è breve e così Uomini, robot e altre strane creature sono diventati lo spunto per una tavola rotonda con il bioingegnere e direttore di Ricerca del Dipartimento di Robotica, Mente e Scienze Cognitive presso l'Istituto Italiano di Tecnologia Giulio Sandini, il presidente del Conference Editorial Board della IEEE Robotics and Automation Society, Antonio Bicchi, l’esperto di robotica biomimetica della Stanford University Mark Cutkosky e lo scienziato cognitivo Sandro Nannini.

Assieme a loro, grandi studiosi di scienze umane come l’economista Brian Arthur e lo storico della scienza George Dyson, musicisti come i Motel Connection che all' Auditorium hanno presentato la Laptop Orchestra e il loro nuovo progetto crossmediale H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network, composto da un nuovo singolo musicale, un fumetto e un videogioco con il quale gli spettatori hanno potuto cimentarsi nella postazione appositamente allestita per il Festival.

Numerosi incontri sono stati dedicati al rapporto tra scienza e tecnologia, mentre una rassegna di documentari di National Geographic Channel Exhibit, proiezioni e spettacoli e una serie di dimostrazioni spettacolari realizzate da TILab - il centro di innovazione di Telecom Italia - hanno completato il festival, mostrando anche il “futuro” che già ci circonda: dalla video chat in 3D ai più moderni sistemi di learning, dall’infomobilità interattiva alla “user generated digital art”.

Durante il festival delle Scienze 2010, Filas ha collaborato alla realizzazione dei tre Caffè Scientifici tenuti che si sono tenuti tra sabato 16 e domenica 17 gennaio. In particolare ha organizzato quello intitolato: “Alle origini della tecnologia: da Homo habilis a Homo sapiens”. Un incontro divulgativo, dal tono semplice e informale, in cui la giornalista scientifica Claudia Di Giorgio e gli antropologi biologici Gianfranco Biondi e Olga Rickards, sulla base delle scoperte fossili e delle ricerche molecolari sul DNA antico, hanno tracciato un breve percorso delle prime importanti innovazioni tecnologiche all'origine della specie umana.

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